Ecco le uova che non causano allergie

Ricercatori dell’Università Deakin di Melbourne, Scuola di scienze ambientali e della vita, sono riusciti a mettere a punto delle uova che non causano allergie.

In un uovo comune si trovano 40 proteine, 4 di queste sono allergeniche.

I ricercatori hanno isolato e poi disattivato le proteine allergeniche, in modo da produrre galline le cui uova non causino allergie. Cenk Suphioglu, professore a capo del progetto,  spiega che il fine non è quello di produrre galline geneticamente modificate, ma si tratta di un approccio completamente nuovo al problema:

“Stiamo semplicemente modificando le proteine nell’albume per poi produrre galline che depongano uova non allergeniche.In ricerche passate sono stati clonati i geni allergenici dell’albume, ma nessuno è riuscito finora a rendere non allergeniche le proteine”.

Le uova anallergiche saranno una vera manna dal cielo per migliaia di bambini che rischiano uno shock anafilattico potenzialmente letale se mangiano albume.

Francesco Totti: Combattere contro l’infertilità maschile è possibile

infertilità maschile francesco totti campagna androlifeCombattere contro l’infertilità maschile è possibile.
È’ questo il messaggio promosso dalla Campagna nazionale per la Prevenzione dell’infertilità maschile nei Giovani di Androlife.

Che può contare ancora una volta su un testimonial d’eccezione: il capitano della squadra di calcio della Roma Francesco Totti, già protagonista dello spot dello scorso anno. Si tratta di un progetto promosso dalla Siams, Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità, mirato ad informare i più giovani sui problemi di fertilità.

Il video è semplice ma efficace. Nello sfondo di un campo qualsiasi di quartiere, troviamo un giovane che indossando la maglia del capitano giallorosso tira un calcio ad un pallone che si sgonfia prima di arrivare in porta. La scena cambia e vediamo Totti tirare in porta e riuscire a fare gol, il quale conclude il tutto con uno slogan semplice ma efficace:

Fai un gol per la vita. Perché’ i figli li vogliamo tutti, no?

La campagna promuove l’informazione in merito all’infertilità maschile, in netto aumento rispetto agli anni passati al punto di toccare quasi il 50% d’incidenza nell’impossibilità di una coppia di procreare. Il progetto Androlife partirà ufficialmente il prossimo 17 marzo, con l’attivazione del numero verde 800.100.122. Telefonando sarà possibile prenotare una visita andrologica gratuita negli ambulatori che parteciperanno alla manifestazione in oltre venti città italiane.

Contemporaneamente verranno istituiti incontri d’informazione presso le principali università della penisola per dar modo agli specialisti del settore di rispondere alle domande dei giovani. Ed allo stesso tempo numerosi camper con supporto medico gireranno per le piazze delle città coinvolte per informare e dare suggerimenti su come combattere la piaga dell’infertilità maschile.

Il maggiore problema concernente l’incidenza di questa patologia risiede nel fatto che almeno il 90% degli italiani non ha mai consultato in via preventiva un andrologo: un fattore questo certamente preoccupante, se si pensa che gran parte dei casi d’infertilità dipende da malattie dell’apparato urinario e genitale che non solo si possono curare facilmente se diagnosticate in tempo, ma addirittura prevenire.

Al via il Progetto Mater

Immagine mamma

Conosci il Progetto Mater!

Il panel costituito da donne in stato di gravidanza e mamme con bambini di età compresa tra 0 e 3 anni, ha il compito di rilevare i consumi e di analizzare le esigenze e i bisogni di questo specifico target, al fine di indirizzare le aziende del settore nel creare prodotti specifici e/o servizi ad hoc per voi e i vostri bimbi.

Vostro compito sarà quello di compilare (con cadenza quindicinale) dei questionari o telefonicamente (dandoci fisso e/o mobile e concordando con voi la fascia oraria nella quale preferite essere contattate) o via web (tramite il proprio indirizzo mail nel quale vi verrà inoltrato il questionario).

Collaborare con Progetto Mater è semplice e richiede veramente poco tempo. Basta  collegarsi a http://www.marketingmanagementpa.info/mater/registratimater.php ed iscriversi.

In più collaborando con noi avrete la possibilità di cumulare dei punti e di ottenere simpatici cadeaux.

Per ogni questionario cumulerai € 2.00 e al raggiungimento delle due soglie minime , cosi come indicato nella tabella sottostante:

Gli euro raccolti potranno essere convertire in buoni spesa, buoni benzina o buoni acquisto presso le strutture convenzionate e presenti nella tua città.

Qui di seguito vi alleghiamo i nostri recapiti:

Responsabile Progetto Mater
Alessandra Coco – a.coco@mm-r.it

Responsabile tecnico questionari on-line
Salvatore Giannalia – s.giannalia@mm-r.it

Rischio di problemi comportamentali per i bambini che russano

I bambini che russano o hanno problemi respiratori notturni, rischiano, rispetto agli altri, di avere problemi comportamentali durante la crescita. A rivelarlo è uno studio pubblicato su Pediatrics e svolto su un campione di 11mila bambini inglesi.
Secondo la responsabile del team di ricerca, Karen Bonuck, i problemi del sonno a lungo andare potrebbero danneggiare lo sviluppo del cervello dei bambini e secondo una stima un bimbo su 10 russa regolarmente e il 2/4% soffre di apnea del sonno.

Spesso la colpa è di tonsille o adenoidi ingrossate, che negli adulti problemi possono provocare una sonnolenza diurna, ma nei bambini possono provocare deficit di attenzione, iperattività, sintomi emotivi e problemi sociali. Per capire meglio cosa succede i ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine alla Yeshiva University di New York hanno coinvolto i genitori di 11 mila bimbi, inclusi in un progetto di ricerca britannico, l’Avon Longitudinal Study of Parents and Children,  invitandoli a compilare un questionario in cui sono stati registrati sia il livello di russamento e apnea nei primi sei o sette anni di vita dei figli, sia la propria valutazione del comportamento dei bambini.

Dall’analisi dei questionari si è visto che bambini con problemi di respirazione durante il sonno hanno tra il 40% e il 100% di probabilità in più di sviluppare problemi neurocomportamentali dall’età di sette anni. La ricercatrice pensa che i disturbi respiratori durante il sonno potrebbero causare problemi comportamentali in diversi modi: riducendo l’apporto di ossigeno al cervello, interrompendo i processi di recupero legati al sonno, o con uno squilibrio di sostanze chimiche cerebrali.

La ricercatrice afferma anche che i genitori, nel caso in cui sospettano che i figli abbiano problemi legati alla respirazione durante le ore di sonno, dovrebbero chiedere al pediatra o al medico di famiglia una valutazione più approfondita, al fine di effettuare una visita con un otorinolaringoiatra o uno specialista del sonno e scongiurare danni futuri.

Sclerosi multipla, in gravidanza si addormenta

Che la gravidanza sia uno stato di grazia, lo dice tutta la tradizione del galateo delle chiacchiere sul tram. Ma per le donne con sclerosi multipla è un dato oggettivo: durante la gravidanza, in particolare nell’ultimo trimestre, la malattia “si addormenta” e va quasi in remissione. Partendo da questa osservazione, la dottoressa Francesca Gilli, biologa dell’Ospedale Univeritario San Luigi Gonzaga di Orbassano, sta studiando il modo di creare artificialmente una sorta di “gravidanza permanente”, per bloccare o addirittura prevenire la sclerosi multipla.

Due su tre Al suo progetto di ricerca, avviato nel 2004 e sostenuto dalla FISM, sarà dedicata quest’anno la raccolta fondi con sms solidale che accompagnerà fino al prossimo 11 marzo l’annuale campagna “Gardenia dell’AISM”. Noemi, Michela Andreozzi, Massimiliano Rosolino e Natalia Titova sono i volti nuovi della campagna 2012, che sabato 3 e domenica 4 marzo porterà volontari dell’AISM in 3mila piazze italiane.

Quest’anno è quasi una festa della donna in anticipo, visto che  AISM ha scelto di destinare tutti i fondi raccolti a progetti di ricerca e servizi dedicati proprio alle donne: la ricerca su Gravidanza e sclerosi da un lato e il progetto “Donne oltre la Sm” dall’altro, all’interno del quale AISM intende avviare quest’anno una “linea rosa”, dedicata alle donne con SM che vogliono diventare mamme e gestita da altre donne con SM che hanno già affrontato una gravidanza. Su tre persone con sclerosi multipla, infatti, due sono donne. E la maggior parte hanno tra i 20 e i 30 anni. Così in Italia così si contano più di 42mila donne colpite da SM.

Addormentare la SM Per il suo studio la Gilli ha ricevuto l’anno scorso il premio Rita Levi Montalcini. E lo racconta così: «l’osservazione ci ha messo dinanzi a questo dato: c’è qualcosa in gravidanza che dà alle donne un beneficio oggettivo clinico sulla sclerosi multipla, con una minor frequenza di ricadute infiammatorie. È un gioco immunologico, perché in gravidanza il sistema immunologico cambia per non espellere il feto che di per sé sarebbe riconosciuto come un corpo estraneo. Noi abbiamo cercato di individuare dei bersagli terapeutici, per trarne un vantaggio terapeutico».

In sostanza l’equipe della dottoressa Gilli ha screenato il livello di espressione di tutti i geni delle pazienti con sclerosi multipla prima  e durante la gravidanza e hanno visto che ci sono sette geni per cui prima della gravidanza risulta esserci qualcosa di alterato rispetto alla condizione non patologica, alterazione che invece si normalizza in gravidanza. «La disregolazione del meccanismo che tiene a bada l’infiammazione è tipica della sclerosi multipla, infatti l’abbiamo riscontrata anche negli uomini, è come se ci fossero dei freni che non funzionano: durante la gravidanza invece i freni funzionano alla perfezione, esattamente come nelle donne senza SM».

A questo punto gli obiettivi della ricerca sono due: capire perché i geni si “disregolano” e capire cos’è che in gravidanza “li aggiusta”. «Una volta scoperto questo, potremmo ricreare una situazione artificiale simile alla gravidanza», spiega la Gilli. La strada da fare è ancora molta, «ma la bella notizia è che abbiamo fatto studi incrociati e siamo sempre arrivati agli stessi risultati, quindi siamo convinti di essere sulla strada giusta», dice.

Movimento Genitori: i “voti” ai programmi Tv

Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Tv del Moige – Movimento Genitori relativi alle segnalazioni giunte nel mese di gennaio 2012, attraverso il numero verde 800.93.70.70 e il sito http://www.genitori.it, è Italia 1 la rete out del mese, quella più contestata e meno gradita dai genitori per i propri figli minori.

Tre le trasmissioni di Italia 1 più contestate: Chiambretti Sunday Show, Camera Cafè ristretto e Camera Cafè. Precipita anche Rai 4 per la serie Fisica o chimica: le vicende di alunni e insegnanti si intrecciano in modo ambiguo con continui rimandi al sesso, alla droga e alla trasgressione. Temi molto delicati e importanti, come l’educazione all’affettività, il rispetto tra giovani e adulti, la responsabilità, le dipendenze da alcool e droga e la diversità, vengono banalizzati e proposti attraverso un’idea della libertà superficiale e volubile per cui ogni atto è consentito, tutto è lecito, persino necessario. Giudizi negativi anche per L’Isola dei Famosi, Rai Due.

Positiva invece The Middle, la situation comedy americana in onda su Italia 1 che segue le vicende di una famiglia composta da cinque persone che vivono in una piccola cittadina dell’Indiana durante il periodo di crisi economica globale. E’ piacevole e sa coniugare bene l’humor con un messaggio sereno e positivo sul concetto di famiglia, sa  sdrammatizzare con equilibrio le vicende, alle volte difficili, del vivere quotidiano di ogni comune famiglia, specialmente in un periodo di forte crisi come questo. La serie mostra che nonostante le difficoltà, la fatica e qualche insuccesso la vita di famiglia resta sempre una divertente, interessante e stimolante impresa. Apprezzati anche su Rai Uno Che Dio ci aiuti, Il Generale dei Briganti e Ballando con le stelle e, su Rai Tre, Nanuk prove di avventura.

Per questo mese focus speciale sulla 62° edizione del Festival di Sanremo, su Rai Uno. Sorvolando sui discutibili e assai discussi interventi di Celentano, questa edizione del Festival si è dimostrata assai deludente e in generale molto al di sotto del livello di eleganza, sobrietà e perizia che si addice ad una manifestazione tanto importante. A cominciare dal conduttore Gianni Morandi, che, insieme ai protagonisti della scorsa edizione, Luca e Paolo,  Belén ed Elisabetta Canalis, si sono lasciati andare a comportamenti alle volte troppo disinvolti e quasi grossolani, talvolta anche sboccati nel linguaggio. A peggiorare la situazione I Soliti Idioti. La stessa Ivana Mrazova, valletta ufficiale del Festival, ha mostrato di non saper mantenere un atteggiamento all’altezza della sua splendida bellezza. Dispiace soprattutto perché invece le canzoni in gara quest’anno avrebbero meritato un contesto più dignitoso. I testi non trattavano solo dei soliti amori felici o infelici, ma hanno affrontato anche interessanti temi di attualità, come la vincitrice canzone di Emma, “Non è l’inferno”, hanno offerto stimolanti spunti di riflessione, come “E tu lo chiami Dio” di Finardi, o sono stati divertenti variazioni sul tema della vita moderna, come la simpatica canzone di Bersani, “Un pallone”. Anche i cantanti, oltre alla loro bravura, hanno saputo dimostrare un dignitoso contegno sul palco, come Noemi e Chiara Civello, garbate, evitando eccessi e inutili provocazioni.

Per ciò che concerne gli spot, molto apprezzato quello di Corepla “La plastica, troppo preziosa per diventare un rifiuto”, perché lancia un messaggio diretto a sensibilizzare i cittadini verso la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica che, se correttamente gestiti, sono una grande risorsa e possono vivere una vita tutta nuova. Poco gradito, invece, lo spot di Antony Morato: colpisce in modo assai negativo l’abbassamento completo della dimensione della corporeità a quello della materialità dei capi di vestiario, enfatizzato anche dall’atto di spiare ed essere spiati che annulla ogni dimensione relazionale caratterista propria della dignità dell’essere umano.

In materia di sicurezza stradale, bene A ruota libera, su Rai Scuola, programma in cui l’educazione stradale è intesa come l’insieme dei valori, norme, atteggiamenti, stili di vita e orientamenti comportamentali che ispirano scelte corrette e responsabili sulla strada e che si propone di infondere nei giovani sin dalla primissima età il desiderio e l’orgoglio di diventare futuri cittadini consapevoli e assennati, contrastando così la facile attrazione suscitata dalla trasgressione. Giudizi positivi anche per Il Restauratore, su Rai Uno. Male, invece, la fiction di Rai Uno A fari spenti nella notte il cui contributo in tema di sicurezza stradale colpisce in modo decisamente negativo. Tanti cattivi esempi peraltro non sono in alcun modo recuperati da qualche messaggio positivo rispetto alla necessità di rispettare le regole del codice della strada.

Fonte: Movimento Italiano Genitori

E se la crisi facesse sparire i farmaci?

I media internazionali ne parlano già da qualche giorno: una delle conseguenze più inaspettate e spaventose della crisi è la scomparsa dei medicinali antitumorali dagli ospedali.

L’Italia per ora non corre questo rischio, ma in Grecia è già iniziato e non è del tutto da escludere neppure per il nostro Paese nel prossimo futuro.

In base ai dati messi a disposizione dalla Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche (EFPIA), Italia, Grecia, Spagna e Portogallo devono dai 12 ai 15 miliardi di euro alle società farmaceutiche, tra cui le svizzere Roche e Novartis.

Queste ultime due, di conseguenza, starebbero valutando di limitare le forniture di medicinali ai paesi debitori: “La situazione è oggettivamente gravissima”, ha dichiarato in un’intervista Dario Francolino, Head of Communications & Public Affairs Roche Italia. La sua azienda ha un fatturato di un miliardo all’anno, e solo verso la sanità italiana un credito di 500 milioni che le strutture sanitaria italiane stanno pagando con un ritardo di oltre 24 mesi.

Per ora, dagli uffici svizzeri, nessuno ha ancora parlato esplicitamente di tagli alle forniture italiane, ma di “variare alcune cose sulle modalità di pagamento” con forme e modi ancora da definire.

Diversamente sono andate le cose in Grecia. Nel paese, la cui economia è ormai allo stremo, secondo le cifre rese note dall’Associazione Ellenica delle Compagnie Farmaceutiche, gli ospedali pubblici greci hanno saldato solo il 37% dei debiti contratti negli ultimi 18 mesi con le ditte produttrici di farmaci, cioè su un totale di debiti che raggiunge quota 1,9 miliardi di euro, solo 717 milioni di euro e, in base a quanto spiega Roche, alcuni ospedali non pagano i debiti da almeno tre o quattro anni.

A nulla era servito, poi, nel 2010, il tentativo di ripianare il debito con i fornitori pagando 400 milioni di euro attraverso bond greci (anzi: la trasformazione del debito farmaceutico in debito sovrano che ha portato la farmaceutica al possesso di un pacchetto di buoni greci del valore di 30 milioni di euro).

Dunque basta medicinali alla Grecia. Almeno agli ospedali. La Roche, infatti, ha sospeso la fornitura di medicinali alle strutture sanitarie, ma non alle farmacie. Per questo motivo si assiste a scene paradossali in cui i pazienti si recano a comprare di tasca loro un determinato medicinale e poi lo portano con sé all’ospedale per farselo iniettare dai medici.

Ma se la Grecia piange, il resto d’Europa non ride: lo stesso problema si ripropone, seppure con forme diversa, in altri paesi, dell’area euro: il nostro, Spagna e Portogallo. E la crisi potrebbe farsi davvero terribile.