Il mercato dei neonati tra Italia e Ucraina

Un vero e proprio mercato dei neonati che si è sviluppato in Ucraina, con un acquirente tipo: le coppie italiane. Che così aggirano le regole della legge 40 sulla fecondazione assistita, ben dimostrando l’assurdità di norme scritte sotto dettatura della Chiesa. Ne parla il Corriere della Sera:

In una clinica di Kiev nei primi cinque mesi del 2011 hanno partorito trenta donne italiane: sono arrivate in Ucraina solo qualche giorno prima del lieto evento e sono tornate a casa, quasi tutte, con un paio di gemelli. Ma non tutte le donne entrate in clinica erano incinta, i loro bambini sono stati partoriti da mamme in affitto: l’esito gemellare del parto è conseguenza della procreazione assistita.

A scoprire i trenta parti insoliti è stata la Procura di Brescia, che ha indagato per alterazione di stato una coppia del lago d’Iseo.

Gli inquirenti avrebbero anche individuato due referenti di una vera e propria organizzazione in azione tra Foggia e Milano. La Procura di Brescia si è limitata a indagare sulla coppia bresciana, gli altri casi sono stati segnalati alle Procure competenti.

Le indagini sono iniziate lo scorso maggio quando l’ambasciata italiana in Ucraina ha contattato l’ufficio anagrafico del piccolo paese sul lago: servivano alcuni documenti per una coppia che aveva partorito a Kiev. Marito e moglie erano arrivati in Ucraina e il giorno successivo la donna aveva avuto due gemelli.

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