Movimento Genitori: i “voti” ai programmi Tv

Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Tv del Moige – Movimento Genitori relativi alle segnalazioni giunte nel mese di gennaio 2012, attraverso il numero verde 800.93.70.70 e il sito http://www.genitori.it, è Italia 1 la rete out del mese, quella più contestata e meno gradita dai genitori per i propri figli minori.

Tre le trasmissioni di Italia 1 più contestate: Chiambretti Sunday Show, Camera Cafè ristretto e Camera Cafè. Precipita anche Rai 4 per la serie Fisica o chimica: le vicende di alunni e insegnanti si intrecciano in modo ambiguo con continui rimandi al sesso, alla droga e alla trasgressione. Temi molto delicati e importanti, come l’educazione all’affettività, il rispetto tra giovani e adulti, la responsabilità, le dipendenze da alcool e droga e la diversità, vengono banalizzati e proposti attraverso un’idea della libertà superficiale e volubile per cui ogni atto è consentito, tutto è lecito, persino necessario. Giudizi negativi anche per L’Isola dei Famosi, Rai Due.

Positiva invece The Middle, la situation comedy americana in onda su Italia 1 che segue le vicende di una famiglia composta da cinque persone che vivono in una piccola cittadina dell’Indiana durante il periodo di crisi economica globale. E’ piacevole e sa coniugare bene l’humor con un messaggio sereno e positivo sul concetto di famiglia, sa  sdrammatizzare con equilibrio le vicende, alle volte difficili, del vivere quotidiano di ogni comune famiglia, specialmente in un periodo di forte crisi come questo. La serie mostra che nonostante le difficoltà, la fatica e qualche insuccesso la vita di famiglia resta sempre una divertente, interessante e stimolante impresa. Apprezzati anche su Rai Uno Che Dio ci aiuti, Il Generale dei Briganti e Ballando con le stelle e, su Rai Tre, Nanuk prove di avventura.

Per questo mese focus speciale sulla 62° edizione del Festival di Sanremo, su Rai Uno. Sorvolando sui discutibili e assai discussi interventi di Celentano, questa edizione del Festival si è dimostrata assai deludente e in generale molto al di sotto del livello di eleganza, sobrietà e perizia che si addice ad una manifestazione tanto importante. A cominciare dal conduttore Gianni Morandi, che, insieme ai protagonisti della scorsa edizione, Luca e Paolo,  Belén ed Elisabetta Canalis, si sono lasciati andare a comportamenti alle volte troppo disinvolti e quasi grossolani, talvolta anche sboccati nel linguaggio. A peggiorare la situazione I Soliti Idioti. La stessa Ivana Mrazova, valletta ufficiale del Festival, ha mostrato di non saper mantenere un atteggiamento all’altezza della sua splendida bellezza. Dispiace soprattutto perché invece le canzoni in gara quest’anno avrebbero meritato un contesto più dignitoso. I testi non trattavano solo dei soliti amori felici o infelici, ma hanno affrontato anche interessanti temi di attualità, come la vincitrice canzone di Emma, “Non è l’inferno”, hanno offerto stimolanti spunti di riflessione, come “E tu lo chiami Dio” di Finardi, o sono stati divertenti variazioni sul tema della vita moderna, come la simpatica canzone di Bersani, “Un pallone”. Anche i cantanti, oltre alla loro bravura, hanno saputo dimostrare un dignitoso contegno sul palco, come Noemi e Chiara Civello, garbate, evitando eccessi e inutili provocazioni.

Per ciò che concerne gli spot, molto apprezzato quello di Corepla “La plastica, troppo preziosa per diventare un rifiuto”, perché lancia un messaggio diretto a sensibilizzare i cittadini verso la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica che, se correttamente gestiti, sono una grande risorsa e possono vivere una vita tutta nuova. Poco gradito, invece, lo spot di Antony Morato: colpisce in modo assai negativo l’abbassamento completo della dimensione della corporeità a quello della materialità dei capi di vestiario, enfatizzato anche dall’atto di spiare ed essere spiati che annulla ogni dimensione relazionale caratterista propria della dignità dell’essere umano.

In materia di sicurezza stradale, bene A ruota libera, su Rai Scuola, programma in cui l’educazione stradale è intesa come l’insieme dei valori, norme, atteggiamenti, stili di vita e orientamenti comportamentali che ispirano scelte corrette e responsabili sulla strada e che si propone di infondere nei giovani sin dalla primissima età il desiderio e l’orgoglio di diventare futuri cittadini consapevoli e assennati, contrastando così la facile attrazione suscitata dalla trasgressione. Giudizi positivi anche per Il Restauratore, su Rai Uno. Male, invece, la fiction di Rai Uno A fari spenti nella notte il cui contributo in tema di sicurezza stradale colpisce in modo decisamente negativo. Tanti cattivi esempi peraltro non sono in alcun modo recuperati da qualche messaggio positivo rispetto alla necessità di rispettare le regole del codice della strada.

Fonte: Movimento Italiano Genitori

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